ESTHETIC MEDICAL LASER

Vene varicose

Le vene varicose sono vene che hanno perso il loro normale tono, e che si presentano perciò permanentemente ingrossate, tortuose e con tipici ''nodi''. Il termine più appropriato per indicare questa condizione è ''insufficienza venosa cronica''. Si manifestano con maggiore frequenza nelle due vene safene: la grande safena che corre lungo la faccia interna della gamba e della coscia, e la piccola che sale lungo il polpaccio fino al cavo del ginocchio. Le vene varicose sono causate dal cattivo funzionamento di particolari ''valvole'' situate all'interno delle vene degli arti inferiori che servono per facilitare il ritorno del sangue al cuore.
La comparsa di sottili linee blu che delineano le vene sotto la cute può essere un primo segno dello sviluppo delle varici. Nelle forme più gravi, le varici venose appaiono come raggruppamenti di vasi visibilmente dilatati, tortuosi e bluastri. L'aspetto tortuoso che finiscono per assumere nei casi più gravi è dovuto al fatto che, oltre a dilatarsi, si allungano e perciò perdono la linearità.

Le varici sono in genere associate a senso di pesantezza della gamba, dolore, faticabilità, sensazione di calore, irrequietezza notturna e occasionali crampi notturni. Il gonfiore è di solito circoscritto alla caviglia e al piede. Spesso si aggrava nel corso della giornata, ma può diminuire durante la notte perché stare sdraiati facilita il ritorno venoso in direzione del cuore. I sintomi possono accentuarsi dopo che si è stati a lungo in piedi, soprattutto se fermi, nei mesi più caldi, durante il ciclo mestruale e nelle prime fasi della gravidanza.

Lo stadio di sviluppo delle varici in cui ci si comincia a preoccupare dipende in gran parte dall'età e dal sesso. Gli uomini in genere e le donne più anziane per lo più si rivolgono al medico solo quando i sintomi diventano fastidiosi con tendenza all'aggravamento. Per le donne più giovani l'aspetto delle gambe è molto più importante e il trattamento viene richiesto per ragioni estetiche prima ancora della comparsa dei sintomi.

Mentre il transito del sangue dal cuore alla periferia, attraverso le arterie, è garantito prevalentemente dall'azione di pompa del cuore, per ritornare al cuore, il sangue deve vincere la forza di gravità: lo sforzo maggiore è sostenuto dai muscoli del polpaccio e dal sistema di valvole interne alle vene degli arti inferiori. Le vene perciò devono essere elastiche e pienamente efficienti per garantire questo scorrimento in senso inverso, coadiuvando efficacemente l'attività di pompa dei muscoli che spingono il sangue venoso verso l'alto comprimendo le vene profonde. Per facilitare questa funzione, le valvole si chiudono al passaggio del sangue impedendone il riflusso in basso. Il cattivo funzionamento di queste valvole è alla base della malattia varicosa: l'incontinenza valvolare provoca il ristagno del sangue che a lungo andare sfianca le pareti delle vene, soprattutto quando è presente una debolezza costituzionale del tessuto elastico della loro parete. In alcuni rari casi le valvole unidirezionali possono mancare sin dalla nascita. Le varici alle gambe sono più frequenti nei soggetti obesi e durante la gravidanza ed esiste una predisposizione familiare. Molte donne spesso avvertono un peggioramento dei disturbi provocati dalle vene varicose in concomitanza con il periodo mestruale.

La rimozione delle vene varicose può essere eseguita o per via chirurgica  (stripping) o tramite il laser endovasale

Lo stripping consiste nell’introdurre una sonda all’interno della varice la quale sonda, che viene poi estratta assieme alla varice stessa.
Questa tecnica risulta tuttavia traumatizzante, per cui è preferibile eseguire lo stripping per invaginazione tecnica che consiste nel rovesciare la vena su se stessa determinando in tal modo il minimo trauma alla gamba.
L’asportazione della vena va associata ad un’accurata legatura dell’origine della vena stessa o all’inguine o dietro al ginocchio (a seconda della vena malata); questa legatura, che va estesa a tutti i rami della vena stessa, prende il nome di crossectomia.
In determinati casi anziché asportare la varice con lo stripping, la si può lasciare in sede chiudendola per renderla inefficace; la chiusura può essere effettuata con scleroterapia o con laserterapia.

Laser endovasale è un intervento ambulatoriale della durata di circa 30 minuti che sfrutta l’energia del laser.
L’intervento si svolge in anestesia locale, incidendo leggermente la pelle per far penetrare un ago molto sottile, che viene introdotto nella grande vena safena all’altezza del malleolo.
Attraverso una piccola guaina la fibra ottica che trasporta la luce laser viene inserita nella vena da trattare, e quando il laser viene attivato, la fibra viene fatta arretrare molto lentamente in senso cranio caudale fino alla completa coartazione della vena trattata.
La fibra ottica viene ecoguidata.
Nel post-intervento al paziente viene fatto indossare un monocollant di II° classe da mantenere per 7 giorni.
Durante questo periodo si possono riprendere le normali attività evitando bagni caldi e ginnastica intensa.
Qualsiasi disturbo dopo il trattamento può essere alleviato con analgesici da banco ma non bisogna assumere l’aspirina.
La percentuale di casi da trattare nuovamente è piuttosto ridotta, circa il 7% e tende a risolversi con un secondo intervento.